L’Uzbekistan adotta misure decisive per assicurare le garanzie della tutela dei diritti umani

Partecipante di 80 documenti internazionali sui diritti umani, inclusi 6 trattati di base e 4 principali protocolli delle Nazioni Unite, l’Uzbekistan negli ultimi tre anni ha compiuto passi senza precedenti nel campo delle garanzie affidabili per la tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini, prima di tutto dalle violazioni criminali, e nel campo della prevenzione di violazione dell’onore e della dignità, limitazione degli interessi legittimi.
L’anno della pandemia ha segnato una svolta nella storia dell’Uzbekistan in termini di progressi nel campo dei diritti umani.
In primo luogo, nel giugno 2020, con il Decreto del Presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, è stata approvata la Strategia Nazionale dell’Uzbekistan sui Diritti Umani e la "Tabella di marcia" per la sua attuazione. I documenti prevedono l’attuazione incondizionata dei piani d’azione nazionali ("tabelle di marcia") volti ad adempiere gli obblighi internazionali della Repubblica dell’Uzbekistan, e le raccomandazioni nel campo dei diritti umani degli Organi statutari e degli Organi dei trattati delle Nazioni Unite.
In secondo luogo, nell’ottobre di quest’anno, l’Uzbekistan è stato eletto al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Il diritto della repubblica di formare l’agenda globale dei diritti umani è stato sostenuto dalla stragrande maggioranza da circa il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite, confermando, così, il degno contributo del paese per garantire i diritti umani, l’attuazione dei più elevati standard di loro promozione e tutela.
Va notato, che i processi di rafforzamento delle garanzie dei diritti umani in Uzbekistan si sono intensificati diversi anni fa, spinti dalla determinazione del Capo dello Stato, che ha sollevato la questione sulla soluzione di molti problemi "scomodi", di cui non era consuetudine parlarne apertamente da molti anni.
Nell’ambito dell’attuazione degli obblighi internazionali della Repubblica dell’Uzbekistan, e delle raccomandazioni degli Organi statutari e degli Organi dei trattati delle Nazioni Unite, è stata prestata attenzione prioritaria all’attuazione delle misure per combattere la tortura.
In particolare, con la partecipazione di esperti europei, sono in corso consultazioni per migliorare ulteriormente la definizione del termine "tortura" nella legislazione penale, creando un Meccanismo preventivo nazionale (NPM) per la prevenzione della tortura. Le forze dell’ordine e le istituzioni della società civile stanno preparando un pacchetto di progetti di legge volti a proteggere i diritti umani nel campo della giustizia.
Fino ad oggi, nel quadro dell’adempimento degli obblighi internazionali, l’Uzbekistan ha presentato cinque rapporti al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura. Nel novembre 2019, la delegazione del paese ha preso parte alla 68a sessione di questo Comitato, dove è stato esaminato il quinto rapporto nazionale dell’Uzbekistan sull’attuazione delle disposizioni della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e sono state date le conclusioni e le raccomandazioni del Comitato.
Diversi meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno raccomandato all’Uzbekistan di ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (OPCAT). Questa raccomandazione è stata espressa nell’ambito della Revisione periodica universale nel 2018, dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura nel 2019 e, all’inizio di quest'anno, dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Il Paese per ora sta valutando la questione di ratifica l'OPCAT, dal marzo 2019, l’Istituto dell’Oliy Majlis della Repubblica dell’Uzbekistan per i diritti umani (Ombudsman) svolge le funzioni di “Meccanismo preventivo nazionale”.
Questo meccanismo monitora le istituzioni per l’esecuzione delle pene, i luoghi di detenzione e i centri speciali di detenzione per studiare in questi luoghi la tutela dei diritti umani e delle libertà, garantite dalla legge. L'Ombudsman ha stabilito l’interazione con altri soggetti di controllo parlamentare, istituzioni della società civile e mass media.
La legislazione della repubblica ha costituito la base giuridica necessaria per la partecipazione diretta dell’Ombudsman all’attività di prevenzione della tortura. L’Ombudsman deve esaminare i ricorsi delle persone detenute o prese in custodia. Durante l’esame delle denunce e delle verifiche, di propria iniziativa, dei casi di violazione dei diritti, delle libertà e degli interessi legittimi dei cittadini, il Difensore civico ha il diritto di visitare liberamente istituti penali, luoghi di detenzione e centri speciali di detenzione. La loro amministrazione è tenuta a fornire all'Ombudsman le condizioni necessarie per un incontro e una conversazione riservata e senza impedimenti con le persone detenute.
Il miglioramento della legislazione nazionale in questo settore merita un’attenzione particolare. Nel periodo dal 2017 ad oggi, sono stati firmati i Decreti del Presidente della Repubblica dell’Uzbekistan: "Sulle misure aggiuntive per rafforzare le garanzie della tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini nelle attività giudiziarie e investigative" (2017) e "Sulle misure per rafforzare ulteriormente le garanzie della tutela dei diritti e delle libertà della persona nelle attività giudiziarie e investigative"; sono state adottate le Leggi: "Sulle modifiche e integrazioni ad alcuni atti legislativi della Repubblica dell’Uzbekistan a seguito all’adozione delle misure per rafforzare le garanzie della tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini nelle attività giudiziarie e investigative" (2017) e "Sulle modifiche e integrazioni ad alcuni atti legislativi della Repubblica dell’Uzbekistan a seguito all’adozione delle misure per rafforzare le garanzie della tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini nelle attività giudiziarie e investigative ”(2020).
Inoltre, sono state apportate delle modifiche alla legislazione della repubblica volte ad adeguarsi al principio dell’umanesimo dei codici penale, processuale penale, amministrativo e penale della Repubblica dell’Uzbekistan. È stato introdotto un nuovo sistema di grazia e di esonero dalla pena sotto la garanzia delle associazioni pubbliche.
Sull’attuazione della legislazione nel campo della garanzia dei diritti umani e delle libertà e della prevenzione della tortura si esercita un efficace controllo parlamentare, deputato e pubblico.
Vengono sistematicamente adottate misure organizzative e giuridiche volte a rafforzare il sistema di garanzia dei diritti e delle libertà dei cittadini.
La chiusura della colonia penale specializzata nel villaggio di Jasliq della Repubblica del Karakalpakstan è stata un importante evento umano.
Al fine di indagare in modo tempestivo e obiettivo sulle accuse di tortura, viene introdotto un esame obbligatorio da parte dell'Ufficio del pubblico ministero o del tribunale degli appelli sull'uso di metodi illeciti nella raccolta e ammissione delle prove. Durante l’esame, si esegue una visita medica obbligatoria.
Un'importante innovazione volta a garantire la legalità e l'obiettività nella raccolta e ammissione delle prove è la videoregistrazione obbligatoria dei principali atti processuali, che includono l'ispezione della scena del crimine quando viene commesso un crimine particolarmente grave, la perquisizione, la verifica delle testimonianze sulla scena del crimine e un esperimento investigativo.
La Procura indaga su qualsiasi forma di violenza commessa da funzionari degli organi di affari interni.
Al fine di rafforzare il meccanismo nazionale per la prevenzione della tortura, è stato preparato un progetto di atto giuridico normativo che prevede la creazione del Comitato della Repubblica dell’Uzbekistan per la prevenzione della tortura.
Questo progetto, sviluppato in conformità con il Concetto per il miglioramento della legislazione esecutiva penale della Repubblica dell’Uzbekistan nel 2019-2021, prevede che il Comitato, in quanto organo delle forze dell’ordine separato, ovvero un organo repubblicano dell'amministrazione statale per garantire il diritto costituzionale dei cittadini alla protezione dalla tortura, eserciterà il propri poteri indipendentemente dagli organi e dai funzionari statali e farà capo al Presidente e alle Camere dell’Oliy Majlis.
Il progetto delinea i compiti principali del Comitato, vale a dire esaminare delle denunce di persone fisiche e giuridiche riguardanti la tortura; eseguire dei controlli preliminari investigativi sui casi di tortura; mantenere un registro elettronico unificato delle persone detenute nel corso di procedimenti penali; garantire il risarcimento dei danni materiali e morali causati alle vittime di tortura, prestare loro assistenza sociale, giuridica e psicologica; garantire una valutazione giuridica delle azioni dei funzionari che hanno facilitato la commissione della tortura, risolvere la questione della loro accusa.